Ed eccoci giunti all'epilogo. Potrei parlarvi della Juve campione d'Italia, della splendida salvezza raggiunta dal Crotone o del clamoroso harakiri dell'Empoli di Martusciello. Invece no, oggi voglio unirmi alle migliaia, ma che dico, alle milioni di voci che in questi giorni hanno celebrato l'addio al calcio di Francesco Totti. E lo farò ripercorrendo insieme a voi le tappe fondamentali della sua brillante carriera.
Secondo quanto riportato da Plinio Il Vecchio, Francesco Totti è nato il 27 settembre 1976. Capitano della Roma per tre papati, ha realizzato il sogno di migliaia giovani calciatori trombandosi Ilary Blasi.
È stato un giocatore molto tecnico e dotato di una straordinaria fantasia, specie nella scelta del nome per i suoi figli. Fondamentale per la sua crescita è stato Carlo Mazzone, che gli ha insegnato molto, soprattutto la dizione. Con l’arrivo di Zeman, ha avuto una grande maturazione, ma è con Capello che il capitano della Roma ha raccolto i suoi frutti. Nel 2001, infatti, ha vinto lo Scudetto, diventando così uno dei principali artefici dello spogliarello della Ferilli.
Con la maglia giallorossa ha ottenuto moltissimi record, tra cui quello di essere il calciatore più anziano a perdere due partite per 7-1 in Champions. È stato comunque uno dei giocatori più amati e rispettati, soprattutto grazie al calcione rifilato a Balotelli nella finale di Coppa Italia 2009/2010. Con la Nazionale italiana ha ottenuto complessivamente 58 presenze e svariate figure di merda. Come quella ai Mondiali del 2002, quando è stato cacciato dall’arbitro Byron Moreno (stessa cosa avrebbe dovuto fare Trapattoni qualche partita prima, ma vabbè!), mentre negli Europei del 2004 ha giocato una sola partita a causa di uno sputo al danese Poulsen. Con gli azzurri però ha fatto anche qualcosa di bello. Nella semifinale di Euro 2000, ad esempio, ha segnato con un cucchiaio un rigore che nessun italiano ha poi mai dimenticato (purtroppo nemmeno Pellè). La vittoria del 2006, infine, lo ha consacrato anche a livello internazionale.
Curiosità.
• “Se avesse cambiato maglia avrebbe potuto vincere il Pallone d’oro” è solo un estratto del suo celebre libro di barzellette.
• Il suo soprannome storico è “Pupone”, in quanto canta di merda, ma è alto uno e ottanta.
• In soffitta ha un ritratto di De Rossi che invecchia al posto suo.
Ora però, dopo 28 anni di onorato servizio, per Totti ha inizio una nuova vita.
"Altro che ruspa, io avrei fatto 'r cucchiaio!"
Salutando Totti, passiamo ora a parlare per l'ultima volta del nostro fantacalcio. Un fantacalcio che premia l'eccezionale annata di Matteo Linguari che, con la sua S.S. Judas Team, oltre alla FantaCoppa, vince anche il FantaScudetto. Dietro di lui, quell'interista di merda di Ashley Ermini che, a forza di piangere, riesce a strappare un ottimo secondo posto con la sua F.C. Barkas. Terza posizione, infine, per lo Sfiga 3 di Giuliano "Anal" Anacleria. Un risultato tutto sommato apprezzabile, non quanto un bel film porno con tettone e culi di marmo.
Finisce dunque così la nona edizione del FantaGang. L'appuntamento è a fine agosto per una nuova appassionante stagione. Divertitevi quest'estate, bevete, mangiate e fate tanto all'ammmore. Soprattutto tu, Ashley, che ne hai piuttosto bisogno. ;-)
Finisce dunque così la nona edizione del FantaGang. L'appuntamento è a fine agosto per una nuova appassionante stagione. Divertitevi quest'estate, bevete, mangiate e fate tanto all'ammmore. Soprattutto tu, Ashley, che ne hai piuttosto bisogno. ;-)
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